3 stelle ***
Ammaniti è oggi uno scrittore completo, ma quando scrive le sue storie deliranti dà secondo me il meglio in termini di personaggi e puro divertimento ...
Nel cuore di Roma, il palazzinaro Sasà Chiatti organizza nella sua nuova
residenza di Villa Ada una festa che dovrà essere ricordata come il più grande
evento mondano nella storia della nostra Repubblica. Tra cuochi bulgari,
battitori neri reclutati alla stazione Termini, chirurghi estetici, attricette,
calciatori, tigri, elefanti, il grande evento vedrà il noto scrittore Fabrizio
Ciba e le Belve di Abaddon, una sgangherata setta satanica di Oriolo Romano,
inghiottiti in un'avventura dove eroi e comparse daranno vita a una grandiosa e
scatenata commedia umana. La comicità di Ammaniti sa cogliere i vizi e le poche
virtù della nostra epoca. E nel sorriso che non abbandona nel corso di tutta la
lettura annegano ideali e sentimenti. E soli, alla fine, galleggiano i resti di
una civiltà fatua e sfiancata. Incapace di prendere sul serio anche la propria
rovina.

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